Uomo over 60 attivo accanto alla rappresentazione del prelievo di midollo osseo dalla tibia prossimale e delle cellule del concentrato midollare utilizzato nella medicina rigenerativa dell’artrosi del ginocchio.

CELLULE STAMINALI E CONCENTRATO MIDOLLARE PER L’ARTROSI DEL GINOCCHIO

September 08, 20269 min read

CELLULE STAMINALI E CONCENTRATO MIDOLLARE PER L’ARTROSI DEL GINOCCHIO.

COSA DICE DAVVERO LA SCIENZA?

Dopo i 60 anni non vuoi semplicemente avere meno dolore. Vuoi continuare a vivere come hai scelto di vivere.

Hai lavorato per una vita.

Hai costruito una professione, una famiglia, una posizione e finalmente hai qualcosa che a 40 anni sembrava sempre mancare:

più tempo per te stesso.

Tempo per viaggiare.
Per giocare a golf.
Per andare in barca.
Per sciare.
Per camminare.
Per stare con i nipoti.
Per salire su un aereo e partire quando ne hai voglia.

Poi il ginocchio comincia a farsi sentire.

All'inizio modifichi qualche abitudine.

Poi accorci una passeggiata.

Eviti una scala.

Rinunci a una partita.

Scegli l'hotel pensando a quanto dovrai camminare.

E quasi senza accorgertene può accadere qualcosa di più importante del dolore:

inizi a organizzare la tua vita intorno al tuo ginocchio.

È in questo momento che molti pazienti iniziano a cercare informazioni sulla Medicina Rigenerativa, sulle cosiddette “cellule staminali” e sul concentrato di aspirato midollare, conosciuto anche come BMAC o cBMA.

Ma cosa dice realmente la scienza?

E soprattutto: che ruolo può avere il concentrato midollare ottenuto dalla tibia prossimale?


NON È SEMPLICEMENTE UN'INIEZIONE DI “CELLULE STAMINALI”

Uno degli equivoci più frequenti nasce proprio da questa espressione.

“Cellule staminali per il ginocchio.”

È efficace dal punto di vista comunicativo.

Ma biologicamente è una semplificazione.

Il concentrato di aspirato midollare è un prodotto autologo, cioè ottenuto dallo stesso paziente, che contiene una miscela complessa di componenti cellulari e molecolari.

Sono presenti cellule ematopoietiche, precursori, cellule immunitarie, cellule stromali, piastrine, citochine e altri mediatori biologicamente attivi.

Sono presenti anche cellule stromali mesenchimali, le cosiddette MSC.

Ma le cellule che possono essere rigorosamente considerate vere “stem cells” costituiscono una frazione estremamente piccola del midollo.

Questo cambia radicalmente il modo in cui dovremmo interpretare il trattamento.

Il valore biologico del concentrato midollare non può essere ridotto semplicemente al numero di “cellule staminali” presenti nella siringa.


IL CONCENTRATO MIDOLLARE È UN ECOSISTEMA BIOLOGICO

L'artrosi non è soltanto una cartilagine consumata.

All'interno di un ginocchio artrosico esiste un ambiente biologico alterato, nel quale degenerazione tissutale e fenomeni infiammatori possono coesistere.

Ed è proprio su questo ambiente che può diventare interessante il concentrato midollare.

La letteratura scientifica descrive diversi possibili meccanismi:

  • attività antinfiammatoria;

  • immunomodulazione;

  • segnali paracrini;

  • fattori di crescita;

  • microRNA;

  • esosomi;

  • interazione con condrociti e cellule dell'ambiente articolare.

Quindi il paradigma moderno non dovrebbe essere:

“Metto cellule staminali nel ginocchio e queste ricostruiscono la cartilagine.”

Dovrebbe essere molto più prudente e biologicamente interessante:

“Introduco nell'articolazione un concentrato autologo capace di fornire cellule e segnali biologici che possono interagire con l'ambiente artrosico.”

La review scientifica individua infatti tre grandi meccanismi potenziali: attività di MSC e progenitori, modulazione attraverso microRNA e azione paracrina con rilascio di fattori di crescita e mediatori antinfiammatori.


PERCHÉ MI INTERESSA LA TIBIA PROSSIMALE

Quando trattiamo un ginocchio artrosico, il midollo può essere prelevato da diverse sedi anatomiche.

Tra queste troviamo la cresta iliaca e la tibia prossimale.

Dal punto di vista puramente quantitativo, la letteratura citata nella review riporta concentrazioni di cellule nucleate generalmente superiori nella cresta iliaca rispetto alla tibia prossimale.

Questo dato deve essere detto con chiarezza.

Ma pone una domanda ancora più interessante:

siamo sicuri che il successo clinico di un trattamento biologico dipenda soltanto dal maggior numero possibile di cellule?

Io credo che questa sia una delle domande centrali della moderna Medicina Rigenerativa.

Perché quantità cellulare ed effetto biologico non sono necessariamente sinonimi.

Il concentrato midollare non è costituito esclusivamente da MSC.

È una miscela biologica complessa.

E proprio per questo, nella mia pratica clinica, considero particolarmente interessante il prelievo dalla tibia prossimale, inserito all'interno di una procedura mini-invasiva e di un percorso terapeutico attentamente selezionato.


TIBIASTEM: DALLA “CONTA DELLE CELLULE” ALLO STIMOLO BIOLOGICO

È su questa filosofia che ho sviluppato il mio approccio TibiaSTEM.

Il concetto non è:

“Cerchiamo il punto del corpo che contiene il maggior numero possibile di cellule.”

Il concetto è:

“Cerchiamo di ottenere, attraverso una procedura autologa e mini-invasiva, un concentrato biologicamente attivo da utilizzare nel ginocchio del paziente correttamente selezionato.”

Questo è un cambiamento importante.

Perché sposta l'attenzione dalla sola quantità cellulare alla qualità complessiva dello stimolo biologico.

Cellule.

Progenitori.

Piastrine.

Mediatori.

Segnali paracrini.

Fattori di crescita.

Interazioni con il microambiente articolare.

È l'insieme che interessa.

Non soltanto un numero riportato su un'analisi di laboratorio.


LA TIBIA PROSSIMALE: UNA SCELTA DI PROSSIMITÀ E MINI-INVASIVITÀ

La tibia prossimale offre un concetto clinicamente molto interessante:

il sito di prelievo si trova nello stesso distretto anatomico dell'articolazione che stiamo trattando.

Nel mio protocollo questo consente di costruire una procedura focalizzata sul ginocchio, nella quale prelievo del midollo e trattamento intra-articolare fanno parte dello stesso percorso.

Per il paziente significa affrontare una strategia pensata per essere il più possibile mirata e mini-invasiva.

Questo aspetto diventa particolarmente interessante dopo i 60 anni.

Perché il paziente che incontro non mi chiede di dimostrare che possiede più cellule di un altro.

Mi chiede:

“Dottore, potrò tornare a camminare meglio?”

“Potrò continuare a giocare a golf?”

“Potrò viaggiare?”

“Posso provare qualcosa prima di considerare una protesi?”

Ed è a queste domande che dobbiamo cercare di rispondere.


MA FUNZIONA DAVVERO?

Qui bisogna distinguere la Medicina Rigenerativa dal marketing.

Le evidenze contemporanee sul concentrato midollare nell'artrosi del ginocchio sono interessanti soprattutto per il possibile miglioramento di:

dolore e funzione.

Diversi studi randomizzati hanno mostrato miglioramenti clinici.

Ma non tutti gli studi dimostrano una superiorità significativa rispetto ad altri trattamenti.

In un trial controllato con placebo, per esempio, il dolore migliorava dopo cBMA, ma senza una differenza significativa rispetto all'iniezione placebo.

In altri studi il concentrato midollare è stato confrontato con acido ialuronico e PRP, con risultati differenti a seconda della popolazione studiata e della gravità dell'artrosi.

Questo significa una cosa molto importante:

il concentrato midollare non è una terapia miracolosa.

È una possibilità terapeutica biologica che deve essere inserita nel paziente giusto, nel momento giusto e con aspettative realistiche.


IL CONCENTRATO MIDOLLARE RIGENERA LA CARTILAGINE?

Questa è probabilmente la domanda più importante.

E la risposta deve essere trasparente.

Oggi non possiamo prometterlo.

Gli studi disponibili suggeriscono che gli effetti clinicamente osservati del cBMA siano prevalentemente symptom-modifying, cioè orientati alla modificazione dei sintomi.

Le evidenze che dimostrino una vera azione structure-modifying, con rigenerazione strutturale della cartilagine, sono invece ancora limitate.

Questa distinzione è fondamentale.

Puoi avere meno dolore.

Puoi migliorare la funzione.

Puoi muoverti meglio.

Ma questo non significa automaticamente che la cartilagine sia ricresciuta.

In Medicina Rigenerativa, miglioramento clinico e rigenerazione anatomica non sono la stessa cosa.


TIBIA PROSSIMALE O CRESTA ILIACA: QUAL È “MIGLIORE”?

È una domanda alla quale non risponderei con una classifica.

Se l'obiettivo è esclusivamente massimizzare la resa di cellule nucleate, la letteratura riportata nella review favorisce la cresta iliaca.

Ma la decisione clinica può comprendere più variabili:

resa biologica, tecnica di aspirazione, invasività, sede anatomica, caratteristiche del paziente e obiettivo terapeutico.

Ed è proprio qui che ritengo interessante la tibia prossimale.

Non perché dobbiamo sostenere che produca più cellule.

Ma perché dobbiamo smettere di pensare che:

PIÙ CELLULE = AUTOMATICAMENTE MIGLIOR RISULTATO CLINICO.

La stessa review sottolinea una grande eterogeneità nella composizione del BMAC e riconosce che caratteristiche del donatore, sede, tecnica di aspirazione e preparazione possono influenzare il prodotto finale.

Il futuro sarà probabilmente capire quale prodotto biologico serve a quale paziente, non semplicemente quale siringa contiene il numero più alto di cellule.


NON TUTTI I PAZIENTI CON ARTROSI SONO UGUALI

Questo è forse il punto più importante di tutti.

Un uomo di 64 anni che gioca ancora a golf tre volte alla settimana non è uguale a un uomo di 78 anni sedentario.

Un'artrosi di grado II non è uguale a una grave artrosi di grado IV.

Un ginocchio correttamente allineato non è uguale a un ginocchio con importante deformità.

Prima di parlare di TibiaSTEM bisogna quindi studiare:

  • grado e distribuzione dell'artrosi;

  • cartilagine;

  • menischi;

  • osso subcondrale;

  • sinovia;

  • asse dell'arto;

  • stabilità;

  • muscolatura;

  • peso corporeo;

  • livello di attività;

  • aspettative del paziente.

E soprattutto bisogna fare una domanda che nessuna risonanza magnetica può risolvere:

“Che cosa vuoi ancora fare con questo ginocchio?”


A 60 ANNI NON DEVI NECESSARIAMENTE RASSEGNARTI A FARE MENO

Questa è la parte della Medicina Rigenerativa che considero più importante.

Non vendere una procedura.

Proteggere una funzione.

Perché dopo i 60 anni spesso possiedi finalmente due cose preziose:

tempo e libertà.

Hai tempo per viaggiare.

Hai tempo per lo sport.

Hai tempo per tua moglie.

Hai tempo per i tuoi figli e i tuoi nipoti.

Hai tempo per goderti ciò che hai costruito.

Ma per utilizzare quel tempo hai bisogno di una cosa:

autonomia.

E quando il ginocchio comincia progressivamente a sottrartela, vale la pena capire cosa sia ancora possibile fare.


PRIMA DEL TRATTAMENTO VIENE LA STRATEGIA

Non tutti hanno bisogno di concentrato midollare.

Non tutti sono candidati a TibiaSTEM.

E soprattutto:

non tutti devono evitare una protesi a qualsiasi costo.

Esistono situazioni nelle quali PRP, esercizio terapeutico, controllo del peso, altre strategie conservative o trattamenti differenti possono essere più appropriati.

Ed esistono ginocchia nelle quali la chirurgia rimane la scelta più razionale.

La vera Medicina Rigenerativa comincia proprio qui:

sapere quando trattare e quando non trattare.


SE L'ARTROSI STA INIZIANDO A DECIDERE AL POSTO TUO, È IL MOMENTO DI CAPIRE PERCHÉ

Se hai più di 60 anni e hai iniziato a rinunciare a viaggi, sport, passeggiate o attività che fino a pochi anni fa consideravi normali, non chiederti soltanto:

“Quanto è consumato il mio ginocchio?”

Chiediti:

“Quanto della mia vita sono disposto a lasciargli portare via?”

Il primo passo non è necessariamente fare TibiaSTEM.

Il primo passo è capire se TibiaSTEM abbia realmente senso nel tuo caso.

Durante una Valutazione Specialistica di Medicina Rigenerativa possiamo analizzare gli esami, valutare il grado di artrosi e stabilire se una strategia biologica mini-invasiva con concentrato midollare da tibia prossimale possa rappresentare un'opzione ragionevole oppure se sia preferibile un'altra strada.

Non scegliere un trattamento perché è nuovo.

Non sceglierlo perché viene chiamato “cellule staminali”.

Sceglilo soltanto se ha senso per il tuo ginocchio e per la vita che vuoi continuare a vivere.

TibiaSTEM non nasce dalla promessa di tornare ad avere il ginocchio di vent'anni.

Nasce da un obiettivo molto più concreto:

utilizzare la tua biologia per cercare di preservare movimento, funzione e qualità della vita.

Perché dopo i 60 anni il patrimonio più prezioso non è soltanto ciò che hai costruito.

È essere ancora abbastanza libero da godertelo.

Richiedi una Valutazione Specialistica TibiaSTEM e scopri se il concentrato midollare da tibia prossimale può essere preso in considerazione nel tuo percorso terapeutico.

Vuoi sapere se questo trattamento fa per te?

Se soffri di dolore al ginocchio o stai cercando un'alternativa all'intervento, potresti essere un buon candidato per la terapia con cellule staminali.

👉 Contattaci oggi stesso per una visita approfondita con il Dr. Franco Giancola.

Scrivici su Whatsapp al +39 3880913583 (IT) +34 657610406 (ES)

Dr. Franco Giancola

Dr. Franco Giancola

Il Dott. Franco Giancola è un Medico Chirurgo e Odontoiatra con oltre 30 anni di esperienza, specializzato in odontoiatria biologica, omeopatia, agopuntura ed esperto in Medicina Rigenerativa Multidisciplinare per il trattamento dell'artrosi e disturbi articolari, offrendo alternative non chirurgiche alle Protesi di Anca e Ginocchio. Utilizza tecniche avanzate come il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) e Infiltrazioni con Cellule Staminali Mesenchimali per ginocchio, spalla e anca, prelevate dalla tibia, per favorire la rigenerazione naturale dei tessuti articolari e recuperare la mobilità, senza ricorrere a protesi o chirurgia. Riceve su appuntamento in Italia e Spagna, con sedi a Roma, Napoli, Modena, San Marino e Barcellona.

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