
COSA FARE QUANDO LA FRATTURA NON SI CONSOLIDA?
COSA FARE QUANDO LA FRATTURA NON SI CONSOLIDA?
Cosa significa “frattura non consolidata”?
Una frattura non consolidata è una frattura ossea che, dopo settimane o mesi dall’infortunio, non si salda correttamente. In condizioni normali, l’osso forma un “callo osseo” che progressivamente si trasforma in tessuto osseo maturo.
Quando questo processo si interrompe, si parla di ritardo di consolidazione o di pseudoartrosi (frattura che non si consolida).
Cosa succede se una frattura non si consolida?
Se una frattura non calcifica, l’osso rimane instabile e debole. Il paziente può continuare ad avvertire dolore, gonfiore, deformità e una sensazione di “mobilità anomala” nel punto della frattura.
Col tempo, questa condizione può portare a una vera “frattura che non guarisce”, con conseguenze funzionali importanti e perdita di forza o di movimento.
Frattura non consolidata: sintomi principali
I sintomi più comuni di una frattura che non si consolida sono:
Dolore persistente anche dopo mesi;
Gonfiore o infiammazione locale;
Rumori o movimenti anomali nel punto della frattura;
Difficoltà a caricare o muovere l’arto;
Mancanza di callo osseo alla radiografia.
In questi casi, il medico può sospettare una frattura che non si calcifica o una frattura ossea non curata adeguatamente.
Come mai non si salda una frattura?
Le cause principali per cui una frattura non si consolida possono essere diverse:
Scarsa vascolarizzazione (poco sangue arriva all’osso);
Eccessiva mobilità del frammento osseo;
Infezioni;
Deficit nutrizionali (vitamina D, calcio, proteine);
Fumo, diabete o uso di cortisone;
Età avanzata o osteoporosi;
Errori nella fissazione chirurgica.
Anche una frattura ossea non curata in tempo o immobilizzata male può impedire la corretta calcificazione.
Quando si parla di ritardo di consolidazione?
Si parla di ritardo di consolidazione quando la frattura mostra segni di guarigione più lenti del previsto (oltre i 3-6 mesi, a seconda dell’osso coinvolto).
Se il processo si blocca completamente e l’osso non calcifica più, si entra nella fase di pseudoartrosi, cioè una frattura che non si consolida spontaneamente.
Cosa fare se una frattura non calcifica?
La prima cosa da fare è non aspettare troppo. Dopo 3-4 mesi senza progressi, è fondamentale rivolgersi a un ortopedico esperto in medicina rigenerativa ossea.
Le soluzioni moderne non si limitano alla chirurgia: oggi esistono tecniche biologiche che stimolano la formazione di nuovo osso.
Le terapie più efficaci:
Infiltrazioni di cellule staminali autologhe (prelevate dal midollo osseo o dalla tibia);
Fattori di crescita (PRP o PRF) per favorire la neoformazione ossea;
Stimolazione magnetica o a ultrasuoni per riattivare la calcificazione;
Integrazione mirata con vitamina D3, calcio e collagene;
Nei casi gravi, chirurgia rigenerativa con innesti ossei biologici.
Con questi trattamenti, anche le fratture che non si calcificano possono riprendere il processo di guarigione naturale.
Cosa succede se non si cura una frattura ossea?
Una frattura ossea non curata può portare a deformità permanenti, perdita di funzione articolare e dolore cronico.
Inoltre, con il passare del tempo, la qualità ossea peggiora e la possibilità di recupero si riduce. Per questo è essenziale intervenire precocemente, soprattutto in presenza di sintomi di una frattura non consolidata.
Come favorire la calcificazione di una frattura
Per stimolare la guarigione ossea:
Seguire un’alimentazione ricca di proteine, calcio e vitamina D;
Evitare fumo e alcol;
Mantenere un livello adeguato di attività fisica controllata;
In caso di ritardo, valutare con lo specialista trattamenti rigenerativi mirati.
In sintesi
Una frattura non consolidata non è una condanna: con la medicina rigenerativa oggi è possibile riattivare la calcificazione e favorire la guarigione naturale dell’osso, anche nei casi cronici.
Se sospetti una frattura che non si consolida, non aspettare: un approccio personalizzato e biologico può fare la differenza tra un osso debole e un osso completamente guarito.
Le cellule staminali in ortopedia rappresentano oggi una risorsa concreta per chi soffre di problemi ossei ed articolari e vuole evitare o ritardare soluzioni invasive.
Se hai problemi alle ossa o alle articolazioni di ginocchio, spalla o caviglia e vuoi valutare un trattamento rigenerativo personalizzato, richiedi una consulenza specialistica: insieme valuteremo se questa soluzione è adatta al tuo caso.
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